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Carissimi,
nell'attuale contesto mondiale, in mezzo a mille difficoltà, preoccupati per l'incertezza del futuro, rattristati per la persecuzione contro i cristiani in vari paesi del Medio oriente e non solo, noi ci disponiamo a celebrare la Pasqua, cuore della nostra fede.
"Cristo è risorto!" Questa notizia gioiosa si trasmette di generazione in generazione e si rafforza con la testimonianza di tanti martiri di ieri e di oggi. Non riesco a togliere dalla mente le immagini drammatiche di quella ventina di giovani lavoratori egiziani, catturati qualche settimana fa dai miliziani dell'Isis in Libia. Mentre con ferocia disumana venivano uno ad uno sgozzati sulle loro labbra non si leggevano parole di imprecazione o di implorazione, ma il nome di Gesù! Sono morti pronunciando il nome di Gesù, testimoniando la loro fede in Gesù! Questi coraggiosi giovani martiri di oggi, insieme a tanti altri di ieri e di oggi ci provocano nella nostra tiepida fede. La loro morte nel nome di Gesù, per il solo fatto di essere cristiani non ci può lasciare indifferenti. Loro ci testimoniano che Gesù davvero è risorto, è il vivente, è colui che ha già vinto: "Abbiate fiducia, Io ho vinto il mondo" dirà un giorno Gesù.
Dunque la verità, la Verità sulla nostra vita, sul nostro futuro non può essere triste, come ha scritto qualcuno. No! Noi crediamo esattamente il contrario: che cioè la verità è gioiosa, perché l'ultima verità è la risurrezione.
La fede nella risurrezione ci impegna ad amare la vita, a credere nella vita, a difendere il senso della vita, a riempire di gioia tutta la vita.
La risurrezione di Gesù è l'evento che ci garantisce che la vita umana cammina verso un'altra vita: la vita eterna! La vita con Dio!
Ci può aiutare la riflessione del famoso Pascal che diceva: "Quali ragioni hanno per sostenere che non si può risuscitare? Quali delle due cose è più difficile: nascere o risuscitare? Che ciò che non è mai esistito venga all'esistenza, oppure che ciò che è esistito esista ancora?"
A Pasqua noi riaffermiamo che essere cristiani è incontrare la gioia nella persona di Gesù Risorto. Papa Francesco nella sua esortazione Evangelii gaudium scrive: "Perché non entrare anche noi in questo fiume di gioia? Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua.. Questo accade perché la società tecnologica ha potuto moltiplicare le occasioni di piacere, ma essa difficilmente riesce a procurare la gioia... In realtà – continua il Papa – la gioia non sta nelle condizioni esteriori, ma è qualcosa di profondo che dimora in noi... bisogna permettere che la gioia della fede cominci a destarsi, come una segreta ma ferma fiducia, anche in mezzo alle peggiori angustie".
L'augurio che vorrei fare a me stesso e a tutti voi è che sappiamo vivere da uomini e donne pasquali, con una fede non tiepida e assopita ma gioiosa e coraggiosa per essere, come ci chiede il nostro vescovo Corrado nel Piano Pastorale di quest'anno degli "Adoratori e Missionari".
Buona e gioiosa Pasqua di Risurrezione a tutti!
Don Lucio